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Il protocollo A.R.P.A. Anti-aging

Filetto

Dal mese di giugno 2002 anche nella città di Roma è operativo un centro antiaging A.R.P.A., unico centro in Europa che valuta l’età biologica, la nostra vera età, attraverso un esame di oltre 160 parametri ed un’elaborazione di circa 12.500 dati.

Il primo centro A.R.P.A. è nato a Bologna un anno fa e, tuttora, opera in una prestigiosa casa di cura del capoluogo emiliano in regime totalmente privato.

A Roma, è possibile accedere a tale protocollo antiaging secondo un regime di semiconvenzione che consente un risparmio per i cittadini di circa il 30% (attualmente il costo della fase diagnostica in casa di cura è di circa 2600,00 euro, mentre nella struttura romana si aggira intorno ai 1900,00 euro.

Attualmente, in attesa del completamento della struttura che prevederà il reparto dedicato all’A.R.P.A., il protocollo antiaging viene svolto in un poliambulatorio nel centro della città nelle giornate di sabato e domenica.

Una segreteria centralizzata è tuttora attiva per i pazienti e per informazioni, tutti i giorni, dal lunedi al venerdi dalle ore 11,00 alle ore 19,00 telefonando al numero:

07.61.59.83.99

Blalock ha ipotizzato che il Sistema Immunitario possa avere anche una funzione sensoriale avvertendo stimoli non riconosciuti dal Sistema Nervoso centrale; tra tali stimoli, altrimenti non identificati, rientrerebbero virus, batteri, antigeni ed anche tumori.

Le cause del processo di invecchiamento sono identificabili in fattori interni o genetici e in fattori esterni o ambientali. Esperimenti effettuati nel secolo scorso su gemelli monozigoti  e dizigoti hanno messo in evidenza come i fattori genetici incidano, su tale processo, in percentuale compresa tra il 20% ed il 40%. Si può affermare, dunque, che ogni uomo è responsabile del proprio invecchiamento per il 70%.

Esistono diverse teorie, formulate negli anni, volte a spiegare i meccanismi alla base dell’invecchiamento dell’essere umano: teoria dell’usura dell’organismo, teoria neuro-endocrina, teoria dell’orologio biologico, teoria dell’ormone della morte, teoria della riparazione dei danni del DNA, teoria autoimmunitaria, teoria del numero di divisioni cellulari prestabilito, teoria della perdita dei telomeri e teoria del danno ossidativo da Radicali Liberi.

Oggi è stato spiegato il meccanismo attraverso il quale lo stress ossidativo produce il danno cellulare attraverso la lipoperossidazione di membrana  e la conseguente morte cellulare, e come difetti genetici, ma soprattutto fattori ambientali, possano produrre aumenti esagerati delle quantità di Radicali Liberi circolanti nel sangue nonchè riduzione delle capacità di difesa antiossidante.

I fattori esterni sono rappresentati dal nostro stile di vita che comprende, tra l’altro, alimentazione, stress, radiazioni ionizzanti, fumo, inadeguata attività fisica, inquinamento ambientale, ecc..

Nel 1993 nasce negli USA, a Bethesda presso il NIH (National Institute of Health), il primo centro governativo antiaging, il NIA (National Institute on Aging). Attualmente è la struttura più rappresentativa in campo mondiale per quanto riguarda lo studio sull’invecchiamento. Nel dicembre del 2000, ci siamo recati presso il NIA dove abbiamo avuto il piacere di incontrare il Dr. Frank Bellino, direttore del centro studi di Bethesda. Il Dr. Bellino, dopo averci messo a disposizione la sua nutrita biblioteca, ci ha confermato quanto già sapevamo, e cioè che la strada per giungere a risultati apprezzabili e trasferibili nella pratica clinica per quanto riguarda le modificazioni genetiche, è ancora molto lunga (“non meno di quindici anni”) e che era il caso di indirizzare verso i fattori esterni l’impegno diagnostico e terapeutico, dal momento che su di essi è già possibile lavorare bene.

Dopo aver a lungo cercato riferimenti scientifici in campo nazionale ed internazionale, ci siamo resi conto che non esisteva, e non esiste ancora, alcuna struttura clinica o di ricerca in grado di fornire convincenti conferme di una seria valutazione di tale fenomeno.

L’unica voce autorevole degna della nostra attenzione è risultata quella del Prof. Umberto Scapagnini  (Direttore dell’Istituto di Farmacologia dell’Università di Catania) che ha pubblicato circa 200 articoli su tale materia e che, assieme alla sua equìpe, aveva messo a punto un protocollo per la valutazione dell’età biologica basato sull’identificazione dell’età mentale, dell’età immunitaria, dell’età ormonale, dell’attività antiossidante e della massa corporea.

Ritenendo che la suddetta impostazione per valutare l’età biologica, nonostante fosse risultata la più valida e corretta,  fosse incompleta, abbiamo messo a punto,  il Protocollo anti-aging A.R.P.A..

Il Protocollo antiaging A.R.P.A. comprende due fasi: la fase Diagnostica e la fase Terapeutica.

La fase Diagnostica è impostata ad identificare l’età biologica del soggetto in esame attraverso la valutazioni degli otto distretti organici più sensibili al processo di invecchiamento: mentale, immunitario, ormonale, cellulare (stress ossidativo), cardiovascolare, corporeo (composizione corporea), muscolo-scheletrico e cutaneo.

Per ognuno dei suddetti distretti abbiamo studiato una serie di valutazioni che tenessero presenti i concetti di “non invasività” e di attendibilità scientifica .

L’intera fase Diagnostica, che vede impegnati numerosi Medici e paramedici, viene svolta in un’unica giornata di indagini che impegna il paziente orientativamente dalle ore 8,00 della mattina alle ore 18,30 del pomeriggio; preferiamo che la colazione ed il pranzo vengano consumati nelle vicinanze del luogo di visite per ottimizzare i tempi.

Dimettendo il paziente si programma l’appuntamento per la refertazione a distanza di circa un mese.

Vengono raccolti tutti i dati frutto delle valutazioni in una speciale modulistica e vengono trasferiti al centro di elaborazione della nostra società (A.R.P.A. Medica s.r.l.); attraverso un esclusivo procedimento di calcolo messo a punto in un software dalla nostra equìpe, viene calcolata l’età biologica del paziente e, contemporaneamente, le età degli otto distretti esaminati.

Forti del numero elevatissimo di parametri esaminati (a tutt’oggi siamo l’unico centro al mondo che adotti tale complessa procedura per il calcolo dell’età biologica!) siamo in grado di mettere a punto strategie di prevenzione o di cura senza utilizzare farmaci, ma precursori della sostanza mancante secondo il principio dell’endofarmacologia, andando ad agire sui singoli dati alterati di ogni distretto, ottimizzando le funzioni biochimiche danneggiate.

La fase Terapeutica del Protocollo inizia il giorno della refertazione e prosegue con controlli periodici.

Sottoponiamo il paziente ogni volta ad una particolare terapia endovenosa, priva di effetti collaterali, che ha lo scopo di disintossicare l’individuo e di produrre una sferzata di energia al metabolismo cerebrale dando una forte spinta alla terapia domiciliare.

La terapia domiciliare, oltre ad indicazioni sullo stile di vita e sulla più idonea attività fisica, si avvale di una complessa terapia alimentare, indipendente dal peso del soggetto, attraverso la quale vengono somministrati importanti costituenti con azione antiossidante, e, soprattutto, di particolari preparati galenici le cui formulazioni sono state messe a punto dalla nostra equipe.

Tali preparati non sono costituiti da farmaci, ma da aminoacidi, vitamine e fitocomplessi che, opportunamente combinati tra loro, hanno azione marcata sull’attività antiossidante, sulla memoria, sull’attenzione, sul tono dell’umore, sullo stress, sul sonno, sulle capacità sessuali, sul controllo delle masse muscolari, ecc.

Non vengono, infine, trascurati gli aspetti relativi alla terapia cosmetica per rallentare l’invecchiamento cutaneo, utilizzando cosmetici e cosmeceutici personalizzati.

Nell’arco dell’anno successivo al giorno del referto, vengono eseguiti di nuovo tutti gli esami effettuati in prima giornata suddivisi in due controlli .

Ad ogni controllo ( vengono eseguiti a distanza di quattro/sei mesi) vengono raccolti i  nuovi dati, viene reimpostata la terapia in atto e viene elaborata l’età biologica aggiornata.

La scarsa bibliografia esistente, ci dice che è possibile ottenere differenze tra età anagrafica ed età biologica superiori a 12 anni. Certamente il numero molto elevato di parametri esaminati rende possibilità di questo tipo alquanto remote a fronte di una maggiore attendibilità dei dati. Il follow up dei pazienti esaminati nel centro di Bologna un anno fa ci dimostra che abbiamo nel 90% dei casi un miglioramento delle condizioni generali e soprattutto delle capacità psico-fisiche dell’individuo. Le elaborazioni parziali dell’età biologica dimostrano riduzioni rispetto all’età anagrafica anche di quattro anni considerando che, dopo un anno, l’età anagrafica è aumentata naturalmente di un anno.

L’obiettivo del Protocollo anti-aging A.R.P.A. non è quello di scoprire malattie, ma quello di rallentare il fisiologico processo di invecchiamento che può correre a velocità diverse; la progressiva perdita delle capacità psico-fisiche dell’essere umano e l’aumento della vulnerabilità nei confronti delle malattie, costituiscono dei temibili ostacoli per il miglioramento della speranza di vita e della qualità della vita.

Pur non potendo evitare tutto ciò che di imprevedibile possa accadere ad ogni singolo individuo, è tuttavia possibile ridurre i rischi di danni da “usura” del nostro organismo legati ad  uno stile di vita potenzialmente pericoloso.

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